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	<title>Pubblico &#8211; Studio Manfroni Associati</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 19 Jun 2025 10:05:55 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Pubblico &#8211; Studio Manfroni Associati</title>
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	<item>
		<title>Hotel Clelia &#8211; Piscina e spazi esterni</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/hotel-clelia-piscina-e-spazi-esterni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 09:35:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ristrutturazione degli spazi esterni e della piscina dell’Hotel Clelia Un nuovo spazio all’aperto per l’accoglienza turistica Nel cuore della Riviera ligure, immerso nella cornice naturale di Deiva Marina, l’Hotel Clelia ha scelto di rinnovare completamente i suoi spazi esterni per migliorare l’accoglienza e la qualità del soggiorno offerto ai suoi ospiti. L’intervento ha riguardato la [...]</p>
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<h3 class="wp-block-heading">Ristrutturazione degli spazi esterni e della piscina dell’Hotel Clelia</h3>



<p><strong>Un nuovo spazio all’aperto per l’accoglienza turistica</strong></p>



<p>Nel cuore della Riviera ligure, immerso nella cornice naturale di <strong>Deiva Marina</strong>, l’<strong>Hotel Clelia</strong> ha scelto di rinnovare completamente i suoi spazi esterni per migliorare l’accoglienza e la qualità del soggiorno offerto ai suoi ospiti. L’intervento ha riguardato la <strong>ristrutturazione integrale del giardino e della piscina</strong>, con l’obiettivo di creare ambienti eleganti, sicuri e funzionali, in linea con le attese di una clientela sempre più attenta al comfort all’aperto.</p>



<p><strong>Adeguamento normativo e valorizzazione degli spazi</strong></p>



<p>La piscina esistente è stata <strong>ridimensionata volumetricamente</strong> per consentire l’adeguamento agli <strong>standard normativi vigenti</strong>, migliorando al contempo la fruibilità complessiva dell’area esterna. Questo ha permesso di liberare nuove superfici da destinare al <strong>ristorante dell’hotel</strong>, molto frequentato nei mesi di alta stagione, offrendo così agli ospiti un’esperienza ancora più piacevole all’aria aperta.</p>



<p><strong>Nuove pavimentazioni e sistemazioni del verde</strong></p>



<p>La zona piscina è stata completamente ripavimentata con <strong>lastre in gres porcellanato</strong>, scelte per le loro elevate prestazioni tecniche in ambienti esterni: antiscivolo, resistenti agli agenti atmosferici e di facile manutenzione. Il <strong>giardino è stato riprogettato e risistemato</strong> con nuove piantumazioni e una razionalizzazione del verde, per creare ombreggiature naturali, percorsi ordinati e angoli di sosta accoglienti.</p>



<p><strong>Estetica, funzionalità e qualità dell’ospitalità</strong></p>



<p>Il risultato è uno spazio esterno rinnovato, elegante e coerente con il linguaggio architettonico dell’hotel, capace di accogliere ospiti in modo confortevole e rilassante. Un intervento che unisce <strong>cura per l’immagine, attenzione alle normative e valorizzazione funzionale degli spazi esterni</strong>, pensato per rispondere concretamente alle esigenze della ricettività contemporanea.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Recupero antico mulino</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/recupero-antico-mulino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 07:24:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un progetto per la montagna e per gli escursionisti Il progetto nasce grazie al Fondo Nazionale Integrativo per i Comuni Montani, con l’obiettivo di sostenere la valorizzazione dell’antica via di Serra Maggiore, nel territorio del comune di Zignago (SP). L’intervento si inserisce in un paesaggio montano di valore naturalistico e storico, lungo i sentieri del [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un progetto per la montagna e per gli escursionisti</strong></h3>



<p>Il progetto nasce grazie al <strong>Fondo Nazionale Integrativo per i Comuni Montani</strong>, con l’obiettivo di sostenere la <strong>valorizzazione dell’antica via di Serra Maggiore</strong>, nel territorio del comune di Zignago (SP). L’intervento si inserisce in un paesaggio montano di valore naturalistico e storico, lungo i sentieri del CAI, ed è destinato a diventare un punto di riferimento per tutti gli escursionisti che percorrono questi tracciati.</p>



<p><strong>Recupero e nuova vita per un antico mulino</strong></p>



<p>Il fabbricato oggetto dell’intervento è un antico <strong>mulino ormai diruto</strong>, di cui restano in piedi solo alcune murature in pietra. Il progetto ne ha previsto il <strong>recupero parziale</strong>, con il consolidamento e la conservazione delle parti superstiti, e la <strong>realizzazione di un nuovo volume indipendente</strong> al loro interno, che ospita il bivacco.</p>



<p><strong>Un inserto contemporaneo nel paesaggio storico</strong></p>



<p>La nuova struttura è realizzata in <strong>carpenteria metallica</strong>, completamente indipendente dal rudere esistente, così da rispettarne la memoria e la leggibilità. Il rivestimento esterno è in <strong>alluminio con finitura simil corten</strong>, scelto per dialogare cromaticamente con il contesto naturale e con i toni caldi della pietra locale, senza mimetismi, ma con coerenza materica e paesaggistica.</p>



<p><strong>Interni in legno e spazi funzionali</strong></p>



<p>L’interno del bivacco è interamente <strong>rivestito in legno</strong>, per offrire un ambiente caldo, accogliente e resistente, pensato per rispondere alle esigenze degli escursionisti anche in condizioni climatiche difficili. La distribuzione interna si articola su due livelli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>al <strong>piano terra</strong> trovano spazio tre ambienti: un <strong>locale bagno</strong>, un <strong>vano di servizio per emergenze o ricovero di fortuna</strong>, e un <strong>soggiorno con angolo cottura</strong>, che costituisce il cuore dello spazio comune;</li>



<li>al <strong>piano superiore</strong>, accessibile tramite scala interna, si trova il <strong>dormitorio</strong>, organizzato in modo semplice ed essenziale.</li>
</ul>



<p><strong>Il recupero come mezzo di tutela</strong></p>



<p>Questo intervento rappresenta un esempio concreto di <strong>architettura al servizio del territorio</strong>, dove il linguaggio contemporaneo si mette al servizio della montagna e delle persone che la attraversano. Il bivacco diventa così <strong>un presidio per l’escursionismo</strong>, ma anche un’occasione per riscoprire e tutelare un tratto importante della memoria storica e paesaggistica locale.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Cinema Diana &#8211; SUNSPACE</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/sunspace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 13:28:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La ristrutturazione dell’ex cinema Diana diventa l’occasione per realizzare un nuovo spazio creativo nel cuore della città storica della Spezia. Questo luogo utilizzato fino ai primi anni del 2000 come cinema e teatro, dopo un lungo periodo di chiusura è stato trasformato in uno spazio polifunzionale, con uffici, servizi ed una sala multiuso.  Il progetto [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La ristrutturazione dell’ex cinema Diana diventa l’occasione per realizzare un nuovo spazio creativo nel cuore della città storica della Spezia.</p>



<p>Questo luogo utilizzato fino ai primi anni del 2000 come cinema e teatro, dopo un lungo periodo di chiusura è stato trasformato in uno spazio polifunzionale, con uffici, servizi ed una sala multiuso.&nbsp;</p>



<p>Il progetto tende a valorizzare l’evoluzione storica dell’edificio, sottolineandone le successive e differenti stratificazioni. L’immobile è costituito da due grandi unità semi-autonome, in connessione tra loro solo attraverso alcune bucature presenti nello spessore del grande muro che separa l’ex cinema-teatro dal blocco funzionale di scale e di servizi.</p>



<p>Nella configurazione attuale dentro la grande sala viene conservato il palco, da cui si può assistere a spettacoli, talk, presentazioni varie, così come dalla galleria originaria. L’auditorium centrale a tutta altezza è illuminato dall’alto da un grande pozzo di luce ed è caratterizzato da portali metallici, segno del consolidamento contemporaneo. Nel tessuto storico spezzino fortemente consolidato la scoperta di questo spazio chiuso caratterizzato da una grande luminosità è assolutamente imprevedibile ed unica. La corte interna diventa il fulcro della composizione ed intorno ad essa si sviluppano tutte le altre funzioni del Sunspace, illuminate così dalla luce zenitale.</p>



<p>Se da una parte l’imponente corpo scale originario è stato conservato integralmente rievocando l’originaria identità di cinema centrale in città, dall’altra una scaletta metallica leggera è l’unico elemento di connessione dell’ex cabina di proiezione sulla copertura del cinema. Questo locale, ampliato con un terrazzo a tasca, rappresenta un altro elemento inaspettato, non solo perché è molto luminoso, ma anche perché offre una vista caratteristica sui tetti spezzini.&nbsp;</p>



<p>Il metallo scuro degli elementi nuovi contrasta con i colori pastello delle parti preesistenti, unico elemento di mediazione è il verde acceso delle piante illuminate dalla luce, che dal patio scendono verso la sala centrale. Materiali innovativi come resine e legno industriale dialogano con le grandi pareti preesistenti caratterizzate da parti di intonaco ripulito intervallate a muratura irregolare in mattoni e pietra.</p>



<p>Il blu della facciata rappresenta una nota inconsueta in un centro storico, tradizionale, invece, il basamento è in lastre di travertino, materiale originario, infine l’antica insegna luminosa ‘cinema Diana’ viene riproposta in arancione, sinonimo del brand ‘Sun Times’.</p>
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		<title>Primavera Silenziosa &#8211; Euroflora 2025</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/primavera-silenziosa-euroflora-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 09:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’installazione artistica s’intitola Primavera Silenziosa. Trae il suo nome dal libro di Rachel Carson, un testo che durante gli anni sessanta ha scosso le coscienze riguardo agli effetti devastanti dell’uso indiscriminato dei pesticidi, suscitando un acceso dibattito il cui impatto fu profondo e duraturo, contribuendo a una crescenteconsapevolezza sui temi ambientali. Il suo lavoro ha [...]</p>
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<p>L’installazione artistica s’intitola Primavera Silenziosa. Trae il suo nome dal libro di Rachel Carson, un testo che durante gli anni sessanta ha scosso le coscienze riguardo agli effetti devastanti dell’uso indiscriminato dei pesticidi, suscitando un acceso dibattito il cui impatto fu profondo e duraturo, contribuendo a una crescente<br>consapevolezza sui temi ambientali. Il suo lavoro ha infatti contribuito a trasformare la percezione pubblica del rapporto tra uomo e natura, sottolineando come le azioni umane possano avere conseguenze globali. In Primavera Silenziosa Carson, dipinge un futuro inquietante in cui la primavera arriva ma il “canto degli uccelli” è assente, un mondo in cui la bellezza e la biodiversità sono ridotte al silenzio.</p>



<p>L’opera offre un’esplorazione tangibile di due futuri contrapposti: il primo è un paesaggio degradato, caratterizzato da erbe spontanee, disposte in modo caotico. Questo ambiente arido e inospitale vuole essere la manifestazione concreta di uno scenario desolato, dove la vita è stata ridotta ai suoi minimi termini. La terra, ormai sterile e priva di vitalità, non è più in grado di sostenere la rigogliosità che un tempo la caratterizzava.<br>I pochi arbusti che sopravvivono sono sparsi, privi di quella struttura che una vegetazione sana e prospera normalmente presenta. Questo primo ambiente infatti vuole rappresentare il fallimento della simbiosi tra uomo e natura.</p>



<p>Al centro della composizione poi, in netta opposizione, un pergolato si erge come un’oasi di vita e speranza. Al suo interno un tappeto di fiori colorati pende dall’alto: i petali vibranti e il verde rigoglioso offrono una visione di abbondanza e vitalità. Habitat favorevole per gli impollinatori, questo quadrato floreale vuole suggerire un futuro alternativo, possibile solo se si sceglie di vivere in armonia con la natura. Il contrasto serve a sottolineare la scelta fondamentale che abbiamo: continuare sulla via della distruzione o abbracciare un percorso di rinascita e rigenerazione. Uno specchio a terra riflette il cielo e i fiori sopra di esso, questo elemento non è solo decorativo ma ha una funzione simbolica e riflessiva, capovolge la prospettiva, invitando i visitatori a vedere non solo il riflesso del mondo florido sopra, ma anche a riconoscere la loro posizione in questo contesto. La riflessione diventa un momento di auto-esame e consapevolezza: osservando il riflesso del mondo ideale, il visitatore è chiamato a confrontarsi con la realtà del paesaggio arido che ha appena attraversato e a considerare le proprie responsabilità verso l’ambiente.</p>



<p>L’installazione dunque esplora il concetto di interconnessione tra uomo e natura e diventa un mezzo per riflettere sulla nostra capacità di influenzare il mondo e sulla necessità di un’azione consapevole. La dicotomia tra il deserto e l’oasi non è solo un contrasto visivo, ma una metafora della nostra scelta collettiva tra distruzione e cura. Primavera Silenziosa ci sfida a considerare quale mondo vogliamo ereditare, e a riconoscere che la bellezza e la vita sono fragili e preziose. Non è solo una rappresentazione di scenari futuri, ma un invito a riflettere su come le nostre azioni influenzano il destino del pianeta. La bellezza riflessa nello specchio ci ricorda che un futuro prospero è possibile, ma dipende da come scegliamo di interagire con il nostro ambiente.</p>
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		<item>
		<title>Depuratore di Levanto</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/depuratore-di-levanto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2020 10:55:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’impianto sorge sul mar Ligure in una zona ad altissima valenza turistico - ambientale: le Cinque Terre e serve tre comuni contigui: Levanto, Bonassola e Monterosso.L’area in cui il progetto si inserisce, ai piedi della collina della Rossola ed ai margini della località denominata Vallesanta nel comune di Levanto, è ricca di risorse paesaggistiche e turistiche, di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’impianto sorge sul mar Ligure in una zona ad altissima valenza turistico &#8211; ambientale: le Cinque Terre e serve tre comuni contigui: Levanto, Bonassola e Monterosso.L’area&nbsp;in cui il progetto si inserisce, ai piedi della collina della Rossola ed ai margini della località denominata Vallesanta nel comune di Levanto, è ricca di risorse paesaggistiche e turistiche,&nbsp;di fronte alla nuova passeggiata a mare, che realizzata riutilizzando l’ex rilevato ferroviario, comprese&nbsp;le gallerie dismesse, stabilisce un nuovo collegamento ciclo-pedonale con il&nbsp;comune di Bonassola&nbsp;affacciandosi su insenature suggestive con piccole spiagge.&nbsp;In questo contesto il progetto si presenta come un intervento integrato che si misura con i temi ambientali ed urbanistici cercando di dare risposta a tutte le problematiche presenti, a partire dalla localizzazione del costruito, alle tecnologie utilizzate, dalle modalità gestionali, fino alle modalità di uso del suolo e delle risorse naturali.</p>



<p>A tali esigenze le risposte sono sia di tipo progettuale che tecnologico: l’impianto di depurazione è completamente chiuso in una struttura di considerevole valore architettonico, che va ad inserirsi in una nicchia del versante roccioso attraverso un complesso di opere di sostruzione e di ricomposizione del versante; si sviluppa su quattro piani, di cui due interrati rispetto al livello stradale e due fuori terra, rivestendo un ruolo di ricucitura con l’ambiente circostante utilizzando forme geomorfe inserendo materiali propri dell’ambiente circostante quali pietra e piante autoctone.</p>



<p>Tre fasce fluenti, caratterizzate da un coronamento in cemento faccia a vista e da un rivestimento in pietra locale (marmo di Levanto), riprendono il tema delle &#8220;terrazze&#8221; liguri reinterpretandolo in chiave contemporanea. Nella più alta, immersa nella natura, la pietra è ‘a spacco’ similmente ad un muro tradizionale, invece nelle altre sottili strisce lapidee, che seguono un preciso disegno geometrico intervallate da aperture necessarie, definiscono diversamente, ma in modo attuale, la facciata.</p>



<p>Escludendo i piazzali per i mezzi meccanici necessari per la manutenzione del depuratore, all’esterno sulle terrazze come in un paesaggio tradizionale cresce la vegetazione: nella più alta in continuità con il versante è mediterranea in forma libera, in quella intermedia il verde pensile a bassa manutenzione segue un preciso disegno geometrico in contrasto con le forme fluide della facciata e in basso lungo la strada ci sono alberi ed arbusti urbani.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Centro Fieristico La Spezia</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/centro-fieristico-la-spezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2020 10:49:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo padiglione della Fiera della Spezia fa parte di un importante intervento di interesse collettivo per la città. E’ stato realizzato in un’area industriale dismessa: un ex pastificio. Dagli anni 60 quest’area ha subito una forte trasformazione. Il primo intervento è stato un palazzetto dello sport di forma vagamente tirolese. Più recentemente è stato [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il nuovo padiglione della Fiera della Spezia fa parte di un importante intervento di interesse collettivo per la città. E’ stato realizzato in un’area industriale dismessa: un ex pastificio. Dagli anni 60 quest’area ha subito una forte trasformazione. Il primo intervento è stato un palazzetto dello sport di forma vagamente tirolese. Più recentemente è stato realizzato un multisala che, disattendendo totalmente le indicazioni nel piano particolareggiato, è stato risolto con un banale prefabbricato rivestito di lamierino.<br>La fiera è stata realizzata per ultima, il lotto di pertinenza è di forma pressoché rettangolare, il lato più corto si affaccia a sud su via Carducci, principale arteria di collegamento tra città e sistema autostradale, quello a nord sul multisala, ad est confina con l’area del palazzetto dello sport e ad ovest con via del Canaletto. Il canale Dorgia, sempre secco ma con ambizioni da grande torrente, attraversa l’area da nord a sud e divide la fiera dal palazzetto. Progettualmente la forma dell’edificio ha dovuto fare i conti con quattro confini ben determinati ed invalicabili: due strade con le rispettive fasce di rispetto, il fronte finestrato del cinema e le potenziali inondazioni del povero Dorgia.<br>Il principale asse di orientamento dell’edificio è parallelo al Dorgia e deriva dal marcato impianto longitudinale del lotto e dai suoi confini; la nuova costruzione dà un grande risalto a questo allineamento. L’edificio adibito a fiera risulta lineare nelle forme: un parallelepipedo allungato e ripiegato su se stesso che, partendo da terra, termina con un forte sbalzo che protegge l’ingresso verso l’edificio esistente del cinema multisala. La forma dell’edificio nasce dall’idea di realizzare una “promenade architecturale” che dal punto più alto dell’edificio si snoda lungo uno spazio “museale-espositivo” verso il basso. Il profilo interno della rampa di percorrenza appare all’esterno come un “gigantesco” tubo di metallo che si avvolge su sé stesso.<br>Questa forma così caratterizzante diventa anche elemento ordinatore della distribuzione interna, garantendo una corretta gerarchizzazione degli spazi senza togliere omogeneità all’insieme. Lo spazio unitario può ospitare differenti funzioni simultaneamente oppure essere utilizzato come contenitore unico.<br>A piano terra sono previsti gli ingressi al pubblico e quelli di servizio e gran parte delle aree per l’esposizione che, senza soluzione di continuità, si snodano lungo gli spazi del piano intermedio e del primo. Proprio il primo piano può essere utilizzato separatamente dal resto dell’edificio, per esposizioni tematiche o riservate ad un pubblico selezionato, grazie ad un ingresso e ad un corpo, in cui trovano posto dei collegamenti verticali, che può essere adibito ad questo specifico uso.<br>Al piano superiore si accede tramite una rampa continua che partendo dal piano terra&nbsp; collega il piano ammezzato e raggiunge il primo piano, ma anche da un ascensore posto in prossimità dell’ingresso principale, collocato nel corpo scale precedentemente descritto. Il piano si affaccia su quello sottostante creando un ambiente unico e di grande impatto ed il suo solaio&nbsp; si conclude all’esterno con un forte aggetto che genera un grande affaccio sullo spazio esterno sottostante.&nbsp;<br>La struttura dell&#8217;edificio è in ferro verniciato e il suo involucro è costituito da ampie vetrate e pannelli di zinco-titanio.</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Edificio A1</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/edificio-a1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2020 10:54:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il subdistretto 1 è il primo ambito di trasformazione interamente realizzato all’interno dell’area dell’ex raffineria IP, per iniziativa della società pubblica Insediamenti Produttivi Antoniana srl. Per quest’ambito lo Studio Manfroni ha realizzato lo strumento urbanistico attuativo, che oltre alle indicazioni generali per la realizzazione e/o la ristrutturazione di edifici all’interno dell’area, ha previsto il disegno di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il subdistretto 1 è il primo ambito di trasformazione interamente realizzato all’interno dell’area dell’ex raffineria IP, per iniziativa della società pubblica Insediamenti Produttivi Antoniana srl.&nbsp;<br>Per quest’ambito lo Studio Manfroni ha realizzato lo strumento urbanistico attuativo, che oltre alle indicazioni generali per la realizzazione e/o la ristrutturazione di edifici all’interno dell’area, ha previsto il disegno di una nuova viabilità con realizzazione di un sottopasso ferroviario di collegamento tra la città e la variante Aurelia.<br>I sei edifici presenti sono stati tutti progettati dallo Studio Manfroni, che, per cinque di essi, ne ha anche seguito la realizzazione.</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Campus Universitario &#8211; Arsenale Militare</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/campus-universitario-arsenale-militare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2020 12:35:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p> locali ex frigoriferi sono ubicati all'interno dell'Arsenale Militare e sono costituiti da un unico grande corpo di fabbrica, suddiviso in tre blocchi coperti da tetti a capanna. Il blocco centrale, attrezzato con carroponti, aveva la funzione di spostamento dei macchinari mentre gli altri due fungevano da magazzino e officina per le varie fasi di lavorazione. [...]</p>
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<p>&nbsp;locali ex frigoriferi sono ubicati all&#8217;interno dell&#8217;Arsenale Militare e sono costituiti da un unico grande corpo di fabbrica, suddiviso in tre blocchi coperti da tetti a capanna. Il blocco centrale, attrezzato con carroponti, aveva la funzione di spostamento dei macchinari mentre gli altri due fungevano da magazzino e officina per le varie fasi di lavorazione. In aderenza al muro di confine con il canale Lagora sono presenti degli edifici secondari ad uso servizi e spogliatoi.</p>



<p>Il progetto per la realizzazione dei laboratori didattici all&#8217;interno degli ex frigoriferi prevede una nuova galleria di connessione fra il corpo centrale e quelli lungo il Lagora. L&#8217;area ex frigoriferi ospiterà, oltre ai servizi, uffici, reception e locali comuni, laboratori sia destinati esclusivamente al Polo Universitario, sia in uso comune con il CSSN, dove lo stesso Centro di Supporto e Sperimentazione Navale trasferirà alcuni laboratori, oggi ubicati nel Complesso di Viale San Bartolomeo, e li metterà a disposizione anche del Polo Universitario a fini didattici. Allo stato attuale il complesso è stato recuperato.</p>
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		<title>Recupero ex tracciato ferroviario</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/waterfront-levanto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2020 11:04:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella baia ligure di Levanto, prima insenatura pianeggiante ad Ovest della costa rocciosa delle Cinque Terre, la riconversione dell’ex rilevato ferroviario in passeggiata ciclo-pedonale sul mare ha dato l’avvio ad un processo di rigenerazione globale del paesaggio con effetti positivi sul turismo e per la città.Il viadotto ferroviario ha sempre rappresentato una barriera tra il [...]</p>
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<p>Nella baia ligure di Levanto, prima insenatura pianeggiante ad Ovest della costa rocciosa delle Cinque Terre, la riconversione dell’ex rilevato ferroviario in passeggiata ciclo-pedonale sul mare ha dato l’avvio ad un processo di rigenerazione globale del paesaggio con effetti positivi sul turismo e per la città.<br><br>Il viadotto ferroviario ha sempre rappresentato una barriera tra il centro di Levanto e la costa, impedendo così alla città di relazionarsi con il mare. Nella sua riconversione in passeggiata le azioni più significative di cambiamento e di rinnovo sono state le seguenti:<br>&#8211;&nbsp; riappropriarsi da parte della popolazione del litorale marino,<br>&#8211;&nbsp; realizzare un parco lineare lungomare con aree di sosta e pista ciclabile in sostituzione dell’attuale parcheggio, contenuto nella struttura sottostante,<br>&#8211;&nbsp; mettere in opera un collegamento ciclo-pedonale rapido tra i comuni di Levanto e Bonassola riutilizzando le gallerie esistenti dismesse del treno,<br>&#8211;&nbsp; integrare il paesaggio costiero con quello dell’entroterra, realizzando un nuovo percorso sul mare in aggiunta alla ampia rete di sentieri storici esistenti con l’introduzione di itinerari alternativi, utili per un turismo dolce.<br></p>



<p>La trasformazione del viadotto ferroviario in passeggiata ha anche permesso di realizzare al suo interno differenti nuove funzioni:<br>&#8211;&nbsp; negozi ed i locali artigianali, con un doppio affaccio, di cui uno su un ballatoio aperto verso il litorale,<br>&#8211;&nbsp; parcheggi pubblici e privati nella parte interrata.<br></p>



<p>Il parco lineare urbano è caratterizzato da tre fasce distinte parallele alla linea di costa. Il percorso ciclabile, che si trova in quella più a monte, è considerato uno dei più peculiari d’Europa soprattutto per gli scorci visivi sul paesaggio che attraversa.<br>L’area centrale dedicata alla sosta è immersa nella vegetazione, alta alle spalle delle sedute e bassa verso il mare per non ostacolarne la vista. Il parco lineare in questa fascia assolve la funzione di percorso botanico conoscitivo della vegetazione autoctona con alberi di giuda, aranci amari e arbusti della macchia mediterranea, con variazioni cromatiche intense a seconda delle stagioni, compresi inverno ed autunno grazie alla presenza di specie sempreverdi; nei piani inclinati bassi verso il litorale vi sono piante aromatiche (rosmarino, lavanda, timo, ecc…) in sintonia con la vegetazione già presente nell’arco collinare.<br>Verso il mare vi è una balconata, caratterizzata da un percorso in legno ed in metallo a sbalzo e molto trasparente per accentuare la connessione con l’acqua.<br><br><br></p>



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		<title>Parco Idroscalo</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/parco-idroscalo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2020 10:45:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comprende una serie di interventi mirati alla valorizzazione delle funzioni naturalistiche e di servizio che caratterizzano il parco dell’idroscalo focalizzandone alcuni tra i più significativi, quali gli accessi, le aree attrezzate  e le aree verdi più rappresentative. Gli obiettivi di questo intervento sono essenzialmente legati alla individuazione ed allo sviluppo del ruolo rivestito dal parco in [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Comprende una serie di interventi mirati alla valorizzazione delle funzioni naturalistiche e di servizio che caratterizzano il parco dell’idroscalo focalizzandone alcuni tra i più significativi, quali gli accessi, le aree attrezzate&nbsp; e le aree verdi più rappresentative.&nbsp;<br>Gli obiettivi di questo intervento sono essenzialmente legati alla individuazione ed allo sviluppo del ruolo rivestito dal parco in relazione alla sua posizione strategica di area extraurbana di rappresentanza, che entra a far parte del sistema del verde alla macro e alla micro scala da valorizzare in vista dell’Expò 2015.&nbsp;<br>Gli indirizzi generali adottati per la progettazione si ispirano all’utilizzo di interventi a bassa manutenzione che non modifichino la permeabilità superficiale dei suoli e che non consumino e non distruggano le risorse naturali e culturali presenti, in modo da orientare le azioni di riqualificazione, di valorizzazione e di progettazione anche future dell’area del parco.<br>Il progetto generale si articola in&nbsp; 6 distinti luoghi di intervento:&nbsp;<br><br>1. Ingresso Ovest&nbsp;<br>2. Area Est&nbsp;<br>3. Laguna&nbsp;<br>4. Laghetto delle Vergini&nbsp;<br>5. Pista ciclabile Ingresso Sud&nbsp;<br>6. Isola dei Fiori&nbsp;</p>



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