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	<title>Progetti &#8211; Studio Manfroni Associati</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 26 Sep 2025 09:19:50 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Progetti &#8211; Studio Manfroni Associati</title>
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		<title>MTU Italia &#8211; Headquarter expansion</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/mtu-italia-headquarter-expansion/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2025 15:31:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Arcola 2022 Un nuovo volto per una sede industriale Il progetto è nato dalla volontà dell'azienda di ampliare e riqualificare la propria sede operativa, con l’obiettivo di migliorare l’ambiente di lavoro e rispondere alle esigenze in crescita dell’azienda. L’intervento si è concentrato in particolare sulla trasformazione della facciata principale, intesa non solo come elemento estetico, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Arcola 2022</p>



<p><strong>Un nuovo volto per una sede industriale</strong></p>



<p>Il progetto è nato dalla volontà dell&#8217;azienda di <strong>ampliare e riqualificare la propria sede operativa</strong>, con l’obiettivo di migliorare l’ambiente di lavoro e rispondere alle esigenze in crescita dell’azienda. L’intervento si è concentrato in particolare sulla <strong>trasformazione della facciata principale</strong>, intesa non solo come elemento estetico, ma come strumento per generare <strong>luce, comfort e nuovi spazi</strong>.</p>



<p><strong>Un sistema di facciata che crea benessere</strong></p>



<p>Il cuore del progetto è rappresentato da una <strong>nuova pelle architettonica</strong>, realizzata attraverso una <strong>struttura metallica indipendente</strong> che consente l’espansione dei volumi interni e la creazione di <strong>ampie superfici vetrate</strong>. Queste aperture garantiscono <strong>illuminazione naturale diffusa</strong> e un notevole <strong>miglioramento del comfort termo-luminoso</strong> negli ambienti di lavoro.</p>



<p>Il sistema prevede l’utilizzo di <strong>lamiera microforata</strong> e <strong>rivestimenti metallici</strong> che fungono da filtro solare e da barriera climatica, migliorando l’efficienza energetica dell’edificio e contribuendo a creare un ambiente più salubre e produttivo.</p>



<p><strong>Più spazio, più luce, più valore</strong></p>



<p>L’intervento ha permesso di <strong>aumentare del 30% la superficie operativa</strong>, portando da 1430 a 1820 mq gli spazi destinati ad uffici, sale riunioni, phone booths, aree relax e ambienti condivisi. La nuova facciata non è solo una &#8220;vetrina&#8221; aziendale, ma diventa <strong>infrastruttura attiva</strong>, capace di <strong>incrementare la qualità del lavoro</strong> quotidiano e valorizzare l’immagine complessiva dell’edificio.</p>



<p><strong>Un modello replicabile</strong></p>



<p>Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come un intervento mirato sulla facciata possa generare benefici tangibili, sia dal punto di vista funzionale che percettivo. Una strategia progettuale che <strong>non richiede demolizioni invasive</strong>, ma che punta a <strong>rigenerare l’esistente con intelligenza e visione</strong>. Per migliorare il comfort, ampliare gli spazi e rigenerare gli edifici con interventi sostenibili e mirati, questa realizzazione offre uno <strong>spunto pratico, concreto e replicabile</strong>.</p>



<p></p>
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		<title>Hotel Clelia &#8211; Piscina e spazi esterni</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/hotel-clelia-piscina-e-spazi-esterni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 09:35:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ristrutturazione degli spazi esterni e della piscina dell’Hotel Clelia Un nuovo spazio all’aperto per l’accoglienza turistica Nel cuore della Riviera ligure, immerso nella cornice naturale di Deiva Marina, l’Hotel Clelia ha scelto di rinnovare completamente i suoi spazi esterni per migliorare l’accoglienza e la qualità del soggiorno offerto ai suoi ospiti. L’intervento ha riguardato la [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Ristrutturazione degli spazi esterni e della piscina dell’Hotel Clelia</h3>



<p><strong>Un nuovo spazio all’aperto per l’accoglienza turistica</strong></p>



<p>Nel cuore della Riviera ligure, immerso nella cornice naturale di <strong>Deiva Marina</strong>, l’<strong>Hotel Clelia</strong> ha scelto di rinnovare completamente i suoi spazi esterni per migliorare l’accoglienza e la qualità del soggiorno offerto ai suoi ospiti. L’intervento ha riguardato la <strong>ristrutturazione integrale del giardino e della piscina</strong>, con l’obiettivo di creare ambienti eleganti, sicuri e funzionali, in linea con le attese di una clientela sempre più attenta al comfort all’aperto.</p>



<p><strong>Adeguamento normativo e valorizzazione degli spazi</strong></p>



<p>La piscina esistente è stata <strong>ridimensionata volumetricamente</strong> per consentire l’adeguamento agli <strong>standard normativi vigenti</strong>, migliorando al contempo la fruibilità complessiva dell’area esterna. Questo ha permesso di liberare nuove superfici da destinare al <strong>ristorante dell’hotel</strong>, molto frequentato nei mesi di alta stagione, offrendo così agli ospiti un’esperienza ancora più piacevole all’aria aperta.</p>



<p><strong>Nuove pavimentazioni e sistemazioni del verde</strong></p>



<p>La zona piscina è stata completamente ripavimentata con <strong>lastre in gres porcellanato</strong>, scelte per le loro elevate prestazioni tecniche in ambienti esterni: antiscivolo, resistenti agli agenti atmosferici e di facile manutenzione. Il <strong>giardino è stato riprogettato e risistemato</strong> con nuove piantumazioni e una razionalizzazione del verde, per creare ombreggiature naturali, percorsi ordinati e angoli di sosta accoglienti.</p>



<p><strong>Estetica, funzionalità e qualità dell’ospitalità</strong></p>



<p>Il risultato è uno spazio esterno rinnovato, elegante e coerente con il linguaggio architettonico dell’hotel, capace di accogliere ospiti in modo confortevole e rilassante. Un intervento che unisce <strong>cura per l’immagine, attenzione alle normative e valorizzazione funzionale degli spazi esterni</strong>, pensato per rispondere concretamente alle esigenze della ricettività contemporanea.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Appartamenti turistici alla Spezia</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/appartamenti-turistici-alla-spezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 07:52:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un nuovo utilizzo per un immobile nel cuore della città Nel pieno centro storico della Spezia, i committenti hanno deciso di dare nuova vita a un grande appartamento in condizioni di forte degrado, con l’obiettivo di valorizzarlo attraverso un frazionamento a uso turistico-ricettivo. L’immobile, disposto su due livelli per una superficie complessiva di circa 230 [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Un nuovo utilizzo per un immobile nel cuore della città</strong></p>



<p>Nel pieno centro storico della Spezia, i committenti hanno deciso di dare nuova vita a un grande appartamento in condizioni di forte degrado, con l’obiettivo di valorizzarlo attraverso un frazionamento a uso turistico-ricettivo. L’immobile, disposto su due livelli per una superficie complessiva di circa 230 mq, è stato oggetto di un progetto di ristrutturazione totale, mirato a ottenere unità indipendenti, moderne e funzionali.</p>



<p><strong>Frazionamento in più unità indipendenti</strong></p>



<p>Al primo livello, di circa 150 mq, sono stati ricavati quattro monolocali, ciascuno dotato di bagno e angolo cottura privato, con distribuzioni ottimizzate per l’uso temporaneo. Al piano superiore, di circa 80 mq, il progetto prevede la realizzazione di altri due monolocali, per un totale di sei unità autonome, pensate per accogliere turisti e ospiti in un contesto centrale, ben servito e di facile accesso.</p>



<p><strong>Una ristrutturazione integrale a basso impatto economico</strong></p>



<p>L’intervento, pur affrontando una ristrutturazione completa – comprese le opere impiantistiche, strutturali e di finitura – è stato concepito in ottica contenitiva sul piano economico, senza rinunciare a qualità, comfort e funzionalità. Gli spazi sono stati organizzati in modo razionale e pulito, con una particolare attenzione alla luminosità e all’aerazione naturale, grazie all’apertura e al recupero di affacci esistenti.</p>



<p><strong>Spazi semplici, freschi e funzionali</strong></p>



<p>L’atmosfera interna si distingue per la sua essenzialità: ambienti freschi e luminosi, pensati per garantire un soggiorno piacevole anche con soluzioni progettuali semplici e materiali di finitura accessibili. Ogni dettaglio è stato studiato per unire economia dell’intervento e qualità percepita, in coerenza con la destinazione d’uso e con l’identità urbana dell’immobile.</p>



<p><strong>Un cantiere ancora in corso</strong></p>



<p>Il progetto è attualmente in fase di realizzazione. Una volta completato, offrirà sei nuove unità abitative nel cuore della Spezia, contribuendo alla rigenerazione del tessuto edilizio storico e alla crescita del settore dell’ospitalità diffusa in città.</p>
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		<item>
		<title>Recupero antico mulino</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/recupero-antico-mulino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 07:24:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un progetto per la montagna e per gli escursionisti Il progetto nasce grazie al Fondo Nazionale Integrativo per i Comuni Montani, con l’obiettivo di sostenere la valorizzazione dell’antica via di Serra Maggiore, nel territorio del comune di Zignago (SP). L’intervento si inserisce in un paesaggio montano di valore naturalistico e storico, lungo i sentieri del [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un progetto per la montagna e per gli escursionisti</strong></h3>



<p>Il progetto nasce grazie al <strong>Fondo Nazionale Integrativo per i Comuni Montani</strong>, con l’obiettivo di sostenere la <strong>valorizzazione dell’antica via di Serra Maggiore</strong>, nel territorio del comune di Zignago (SP). L’intervento si inserisce in un paesaggio montano di valore naturalistico e storico, lungo i sentieri del CAI, ed è destinato a diventare un punto di riferimento per tutti gli escursionisti che percorrono questi tracciati.</p>



<p><strong>Recupero e nuova vita per un antico mulino</strong></p>



<p>Il fabbricato oggetto dell’intervento è un antico <strong>mulino ormai diruto</strong>, di cui restano in piedi solo alcune murature in pietra. Il progetto ne ha previsto il <strong>recupero parziale</strong>, con il consolidamento e la conservazione delle parti superstiti, e la <strong>realizzazione di un nuovo volume indipendente</strong> al loro interno, che ospita il bivacco.</p>



<p><strong>Un inserto contemporaneo nel paesaggio storico</strong></p>



<p>La nuova struttura è realizzata in <strong>carpenteria metallica</strong>, completamente indipendente dal rudere esistente, così da rispettarne la memoria e la leggibilità. Il rivestimento esterno è in <strong>alluminio con finitura simil corten</strong>, scelto per dialogare cromaticamente con il contesto naturale e con i toni caldi della pietra locale, senza mimetismi, ma con coerenza materica e paesaggistica.</p>



<p><strong>Interni in legno e spazi funzionali</strong></p>



<p>L’interno del bivacco è interamente <strong>rivestito in legno</strong>, per offrire un ambiente caldo, accogliente e resistente, pensato per rispondere alle esigenze degli escursionisti anche in condizioni climatiche difficili. La distribuzione interna si articola su due livelli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>al <strong>piano terra</strong> trovano spazio tre ambienti: un <strong>locale bagno</strong>, un <strong>vano di servizio per emergenze o ricovero di fortuna</strong>, e un <strong>soggiorno con angolo cottura</strong>, che costituisce il cuore dello spazio comune;</li>



<li>al <strong>piano superiore</strong>, accessibile tramite scala interna, si trova il <strong>dormitorio</strong>, organizzato in modo semplice ed essenziale.</li>
</ul>



<p><strong>Il recupero come mezzo di tutela</strong></p>



<p>Questo intervento rappresenta un esempio concreto di <strong>architettura al servizio del territorio</strong>, dove il linguaggio contemporaneo si mette al servizio della montagna e delle persone che la attraversano. Il bivacco diventa così <strong>un presidio per l’escursionismo</strong>, ma anche un’occasione per riscoprire e tutelare un tratto importante della memoria storica e paesaggistica locale.</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Appartamento nel Grattacielo</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/appartamento-nel-grattacielo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 09:07:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>UN PROGETTO ECONOMICO SU MISURA Esigenze del clienteIl cliente desiderava trasformare un appartamento datato in uno spazio contemporaneo, funzionale e coerente con il proprio stile di vita. Le richieste principali erano chiare: ottenere un ambiente unico e aperto, modernizzare gli infissi, integrare un impianto di climatizzazione senza compromessi estetici e strutturali, ed evitare interventi invasivi [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>UN PROGETTO ECONOMICO SU MISURA</strong></p>



<p><strong>Esigenze del cliente</strong><br>Il cliente desiderava trasformare un appartamento datato in uno spazio contemporaneo, funzionale e coerente con il proprio stile di vita. Le richieste principali erano chiare: ottenere un ambiente unico e aperto, modernizzare gli infissi, integrare un impianto di climatizzazione senza compromessi estetici e strutturali, ed evitare interventi invasivi su murature esistenti, per contenere costi, ridurre rifiuti e preservare la solidità delle pareti.</p>



<p><strong>Un intervento mirato e minimale</strong><br>A partire da queste esigenze, il progetto ha preso forma attraverso un intervento mirato e minimale, che ha saputo restituire qualità e carattere all’abitazione senza stravolgerne l’impianto originario.</p>



<p>La demolizione di due pareti adiacenti ha permesso di ampliare il soggiorno, migliorandone la vivibilità e la luminosità. È stata inoltre aperta una nuova finestra, che contribuisce a una migliore qualità della luce naturale.</p>



<p><strong>Infissi moderni e prestazioni migliorate</strong><br>Tutti gli infissi esistenti sono stati sostituiti con serramenti in alluminio a battente unico, firmati Schüco. Questa scelta ha garantito una linea estetica pulita, prestazioni elevate in termini di isolamento termico e acustico, e una maggiore durabilità nel tempo.</p>



<p><strong>Il mobile su misura</strong><br>Elemento centrale dell’intervento è il mobile basso su misura, vero protagonista dello spazio. Realizzato artigianalmente e verniciato blu oltremare (RAL 5002), questo arredo multifunzione integra libreria, scrivania, seduta e piano di lavoro in un’unica struttura compatta e funzionale.<br>All’interno del mobile è stato incassato l’intero impianto di climatizzazione, completamente rinnovato, evitando l’uso di canalizzazioni visibili, controsoffitti o tracce a parete. Questa soluzione ha permesso di rispettare i vincoli strutturali e garantire un impatto estetico minimale.</p>



<p><strong>Materiali a vista e linguaggio sincero</strong><br>Nel progetto si è scelto di lasciare a vista la struttura in cemento armato, conferendo carattere e identità all’ambiente. Anche l’impianto elettrico è stato trattato come elemento visibile: canaline e prese di marchio Genuit sono lasciate in vista, in coerenza con un’estetica industriale, onesta e funzionale.</p>



<p><strong>Bagni rinnovati con resine e materiali tecnici</strong><br>Anche i bagni sono stati completamente ristrutturati, con finiture in resina Kerakoll per le superfici e piani lavabo in Corian. Questa scelta ha garantito continuità materica, facilità di manutenzione e un’estetica contemporanea, discreta ma elegante.</p>



<p><strong>Un risultato su misura, semplice ed efficace</strong><br>Questo intervento rappresenta un esempio concreto di come si possa ottenere un risultato di qualità con un approccio essenziale, a basso impatto e altamente personalizzato. Un progetto cucito su misura, capace di interpretare le esigenze del cliente con soluzioni intelligenti, sostenibili e durature.</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cinema Diana &#8211; SUNSPACE</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/sunspace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 13:28:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La ristrutturazione dell’ex cinema Diana diventa l’occasione per realizzare un nuovo spazio creativo nel cuore della città storica della Spezia. Questo luogo utilizzato fino ai primi anni del 2000 come cinema e teatro, dopo un lungo periodo di chiusura è stato trasformato in uno spazio polifunzionale, con uffici, servizi ed una sala multiuso.  Il progetto [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La ristrutturazione dell’ex cinema Diana diventa l’occasione per realizzare un nuovo spazio creativo nel cuore della città storica della Spezia.</p>



<p>Questo luogo utilizzato fino ai primi anni del 2000 come cinema e teatro, dopo un lungo periodo di chiusura è stato trasformato in uno spazio polifunzionale, con uffici, servizi ed una sala multiuso.&nbsp;</p>



<p>Il progetto tende a valorizzare l’evoluzione storica dell’edificio, sottolineandone le successive e differenti stratificazioni. L’immobile è costituito da due grandi unità semi-autonome, in connessione tra loro solo attraverso alcune bucature presenti nello spessore del grande muro che separa l’ex cinema-teatro dal blocco funzionale di scale e di servizi.</p>



<p>Nella configurazione attuale dentro la grande sala viene conservato il palco, da cui si può assistere a spettacoli, talk, presentazioni varie, così come dalla galleria originaria. L’auditorium centrale a tutta altezza è illuminato dall’alto da un grande pozzo di luce ed è caratterizzato da portali metallici, segno del consolidamento contemporaneo. Nel tessuto storico spezzino fortemente consolidato la scoperta di questo spazio chiuso caratterizzato da una grande luminosità è assolutamente imprevedibile ed unica. La corte interna diventa il fulcro della composizione ed intorno ad essa si sviluppano tutte le altre funzioni del Sunspace, illuminate così dalla luce zenitale.</p>



<p>Se da una parte l’imponente corpo scale originario è stato conservato integralmente rievocando l’originaria identità di cinema centrale in città, dall’altra una scaletta metallica leggera è l’unico elemento di connessione dell’ex cabina di proiezione sulla copertura del cinema. Questo locale, ampliato con un terrazzo a tasca, rappresenta un altro elemento inaspettato, non solo perché è molto luminoso, ma anche perché offre una vista caratteristica sui tetti spezzini.&nbsp;</p>



<p>Il metallo scuro degli elementi nuovi contrasta con i colori pastello delle parti preesistenti, unico elemento di mediazione è il verde acceso delle piante illuminate dalla luce, che dal patio scendono verso la sala centrale. Materiali innovativi come resine e legno industriale dialogano con le grandi pareti preesistenti caratterizzate da parti di intonaco ripulito intervallate a muratura irregolare in mattoni e pietra.</p>



<p>Il blu della facciata rappresenta una nota inconsueta in un centro storico, tradizionale, invece, il basamento è in lastre di travertino, materiale originario, infine l’antica insegna luminosa ‘cinema Diana’ viene riproposta in arancione, sinonimo del brand ‘Sun Times’.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Primavera Silenziosa &#8211; Euroflora 2025</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/primavera-silenziosa-euroflora-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 09:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’installazione artistica s’intitola Primavera Silenziosa. Trae il suo nome dal libro di Rachel Carson, un testo che durante gli anni sessanta ha scosso le coscienze riguardo agli effetti devastanti dell’uso indiscriminato dei pesticidi, suscitando un acceso dibattito il cui impatto fu profondo e duraturo, contribuendo a una crescenteconsapevolezza sui temi ambientali. Il suo lavoro ha [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’installazione artistica s’intitola Primavera Silenziosa. Trae il suo nome dal libro di Rachel Carson, un testo che durante gli anni sessanta ha scosso le coscienze riguardo agli effetti devastanti dell’uso indiscriminato dei pesticidi, suscitando un acceso dibattito il cui impatto fu profondo e duraturo, contribuendo a una crescente<br>consapevolezza sui temi ambientali. Il suo lavoro ha infatti contribuito a trasformare la percezione pubblica del rapporto tra uomo e natura, sottolineando come le azioni umane possano avere conseguenze globali. In Primavera Silenziosa Carson, dipinge un futuro inquietante in cui la primavera arriva ma il “canto degli uccelli” è assente, un mondo in cui la bellezza e la biodiversità sono ridotte al silenzio.</p>



<p>L’opera offre un’esplorazione tangibile di due futuri contrapposti: il primo è un paesaggio degradato, caratterizzato da erbe spontanee, disposte in modo caotico. Questo ambiente arido e inospitale vuole essere la manifestazione concreta di uno scenario desolato, dove la vita è stata ridotta ai suoi minimi termini. La terra, ormai sterile e priva di vitalità, non è più in grado di sostenere la rigogliosità che un tempo la caratterizzava.<br>I pochi arbusti che sopravvivono sono sparsi, privi di quella struttura che una vegetazione sana e prospera normalmente presenta. Questo primo ambiente infatti vuole rappresentare il fallimento della simbiosi tra uomo e natura.</p>



<p>Al centro della composizione poi, in netta opposizione, un pergolato si erge come un’oasi di vita e speranza. Al suo interno un tappeto di fiori colorati pende dall’alto: i petali vibranti e il verde rigoglioso offrono una visione di abbondanza e vitalità. Habitat favorevole per gli impollinatori, questo quadrato floreale vuole suggerire un futuro alternativo, possibile solo se si sceglie di vivere in armonia con la natura. Il contrasto serve a sottolineare la scelta fondamentale che abbiamo: continuare sulla via della distruzione o abbracciare un percorso di rinascita e rigenerazione. Uno specchio a terra riflette il cielo e i fiori sopra di esso, questo elemento non è solo decorativo ma ha una funzione simbolica e riflessiva, capovolge la prospettiva, invitando i visitatori a vedere non solo il riflesso del mondo florido sopra, ma anche a riconoscere la loro posizione in questo contesto. La riflessione diventa un momento di auto-esame e consapevolezza: osservando il riflesso del mondo ideale, il visitatore è chiamato a confrontarsi con la realtà del paesaggio arido che ha appena attraversato e a considerare le proprie responsabilità verso l’ambiente.</p>



<p>L’installazione dunque esplora il concetto di interconnessione tra uomo e natura e diventa un mezzo per riflettere sulla nostra capacità di influenzare il mondo e sulla necessità di un’azione consapevole. La dicotomia tra il deserto e l’oasi non è solo un contrasto visivo, ma una metafora della nostra scelta collettiva tra distruzione e cura. Primavera Silenziosa ci sfida a considerare quale mondo vogliamo ereditare, e a riconoscere che la bellezza e la vita sono fragili e preziose. Non è solo una rappresentazione di scenari futuri, ma un invito a riflettere su come le nostre azioni influenzano il destino del pianeta. La bellezza riflessa nello specchio ci ricorda che un futuro prospero è possibile, ma dipende da come scegliamo di interagire con il nostro ambiente.</p>
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		<title>Coworking Industriale</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/coworking-industriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2021 17:25:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si riporta l’articolo di Francesca Braghero pubblicato sul numero di luglio 2021 di AEDIFICANDO “Da stabilimento produttivo di un marchio di eccellenza nella fabbricazione di lavatrici ad uno spazio innovativo di coworking industriale pensato per le piccole e le medie aziende del comparto della nautica e navalmeccanica. È la proposta, lanciata da Confindustria La Spezia [...]</p>
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<p>Si riporta l’articolo di Francesca Braghero pubblicato sul numero di luglio 2021 di AEDIFICANDO</p>



<p>“Da stabilimento produttivo di un marchio di eccellenza nella fabbricazione di lavatrici ad uno spazio innovativo di coworking industriale pensato per le piccole e le medie aziende del comparto della nautica e navalmeccanica. È la proposta, lanciata da Confindustria La Spezia per opera dello Studio MMAA &#8211; Manfroni e Associati, per riqualificare un fabbricato industriale dismesso nell’ex Area San Giorgio della Spezia, dove un tempo era attiva l’omonima azienda ligure di elettrodomestici di alta qualità nata nel 1954.</p>



<p>L’innovativo progetto messo a punto dallo studio di architettura spezzino prende spunto dalla difficoltà delle aziende dell’indotto di trovare spazi di lavoro vicino ai grandi Cantieri navali, alla quale l’Associazione provinciale degli industriali ha risposto individuando un luogo attrezzato da mettere a disposizione delle PMI in funzione delle diverse necessità operative, uscendo anche dallo schema classico dell’iniziativa immobiliare finalizzata alla compravendita.</p>



<p>Ma non solo. La grande novità è la volontà di creare uno spazio multiuso destinato a raccogliere le molteplici capacità professionali legate al mondo nautico, per favorire possibili collaborazioni tra imprese e professionisti della filiera. Nello stesso tempo, la proposta regala una nuova vita &#8211; una Rinascita &#8211; ad un fabbricato industriale storico come quello della ex San Giorgio, brand che ha raggiunto l’apice del successo negli anni Ottanta per poi cadere in un inesorabile declino che ha portato alla chiusura dello stabilimento della Spezia nei primi anni duemila, dopo una serie di passaggi di proprietà e fallimenti.</p>



<p>“Anche se dismesso da oltre vent’anni, il capannone della ex San Giorgio ancora oggi è una gran bella struttura industriale, dotata di circa 5.700 mq di copertura, 1.500 mq di piazzale esterno e situata in una posizione strategica grazie alla sua vicinanza all’uscita autostradale &#8211; spiega Mario Manfroni, l’architetto dello MMAA -. Inoltre, data la sua prossimità con i più importanti cantieri navali localizzati sul territorio spezzino (Fincantieri, Sanlorenzo, Riva- Ferretti Group, Baglietto, Perini Navi), è il luogo ideale per effettuare non solo piccoli ritocchi o riparazioni, ma anche lavorazioni più complesse”.</p>



<p>La proposta è l’evoluzione naturale del “Progetto Sviluppo Indotto” realizzato da Confindustria La Spezia dal 2016 al 2018 in collaborazione con i più importanti committenti della provincia per favorire la crescita delle micro e piccole imprese attive nel loro indotto.</p>



<p>Vista la diffusione del coworking per i liberi professionisti nel settore dei mestieri più “intellettuali”, i professionisti dello studio Manfroni hanno pensato che lo stesso principio potesse essere applicato anche in ambito industriale, nella fattispecie nel settore della nautica, che nel territorio è ovviamente uno dei più importanti, creando una sinergia tra lavoro individuale e lavoro di squadra che combinasse spazi di lavoro privati con spazi comuni.</p>



<p>“In questa prima fase progettuale &#8211; continua l’architetto &#8211; ci siamo occupati soprattutto della flessibilità degli spazi, elaborando una strategia su più livelli in grado di offrire unità di lavoro private e strutture modulabili con un’impiantistica comune e una comoda viabilità interna, attraverso percorsi pedonali e carrabili per la movimentazione dei prodotti. Abbiamo pensato ad una prima sezione su due livelli composta da magazzini e aree produttive, impianti per lavorazioni speciali, laboratori per verniciatura, lavorazioni metalliche ed elettriche, dotata di accesso ai muletti, ed una seconda sezione su tre livelli composta da magazzino, aree di produzione, uffici per i progettisti, spogliatoi e servizi igienici, laboratori e impianti per le lavorazioni speciali, con la possibilità di posti per auto, furgoni e muletti”.</p>



<p>Il tutto nel rispetto della struttura originaria dello stabilimento, che è stato scelto per la sua posizione accessibile alla viabilità ordinaria, ma anche per il valore aggiunto dato dalla sua conformazione spaziosa, coperta e molto sviluppata in altezza.&nbsp;</p>



<p>“Abbiamo elaborato il progetto cercando di mantenere e recuperare il più possibile del fabbricato originale e degli impianti già esistenti &#8211; conclude Manfroni -. La San Giorgio era un’azienda nota per la qualità delle sue lavatrici ma anche per il suo essere fortemente innovativa per la sua epoca, anche grazie alle caratteristiche di questo stabilimento, che ci piacerebbe mantenere sempre legato all’innovazione. Così vuole essere il nostro progetto di coworking industriale, che riteniamo essere unico e originale e non solo sul territorio spezzino”.</p>



<p>Francesca Braghero</p>
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		<title>Parco 0.9</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/parco-0-9/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2021 16:57:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il paesaggio è in continua trasformazione. La conoscenza dei processi naturali come le maree, l’erosione e i movimenti del sedime ci permettono di lavorare con queste trasformazioni. Questa é un area dinamica di transizione, i cui confini cambiano a seconda del corso del fiume, soggetta ad una trasformazione che non vogliamo bloccare, ma accompagnare prevedendo, [...]</p>
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<p>Il paesaggio è in continua trasformazione.<br></p>



<p>La conoscenza dei processi naturali come le maree, l’erosione e i movimenti del sedime ci permettono di lavorare con queste trasformazioni.<br></p>



<p>Questa é un area dinamica di transizione, i cui confini cambiano a seconda del corso del fiume, soggetta ad una trasformazione che non vogliamo bloccare, ma accompagnare prevedendo, con lo studio dei battenti, la regolarizzazione dei sentieri e la piantumazione specifica di alberi e arbusti.<br></p>



<p>La sfida è quella di mettere insieme diversi temi, la natura, la storia e l’economia del luogo, la gestione degli argini e i collegamenti che intendono unire il territorio rendendolo percorribile con facilità, a piedi o in bicicletta.</p>
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		<title>Riva Headquarters</title>
		<link>https://www.studiomanfroni.it/progetti/riva-headquarters/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 09:06:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto è caratterizzato dalla presenza di due darsene, con finalità commerciali e  produttive, che modellano la linea di costa e condizionano anche le forme architettoniche. Questi bacini d’acqua antistanti il nuovo sistema costruito diventano l’elemento di mediazione tra gli elementi a terra ed il mare. In sequenza dall’interno verso il mare si hanno due [...]</p>
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<p>Il progetto è caratterizzato dalla presenza di due darsene, con finalità commerciali e&nbsp; produttive, che modellano la linea di costa e condizionano anche le forme architettoniche. Questi bacini d’acqua antistanti il nuovo sistema costruito diventano l’elemento di mediazione tra gli elementi a terra ed il mare. In sequenza dall’interno verso il mare si hanno due capannoni per la produzione, gli edifici per uffici e con funzione di rappresentanza con vista spettacolare sul golfo ed affacciati sulle darsene e per ultimo i nuovi pontili, su cui ormeggiare le imbarcazioni finite. Gli edifici rappresentano le testate della parte produttiva, sono simmetrici rispetto all’asse del cantiere e costituiti ciascuno da due blocchi ai lati di ogni darsena che sorreggono una copertura, che sovrasta lo specchio d’acqua stesso.&nbsp;</p>



<p>I nuovi uffici sono realizzati con pareti materiche laterali ed un fronte a mare vetrato, ma schermato da un sistema di frangisole. Le coperture sulle darsene creano ombra e riparo a seconda delle situazioni: schermo al sole se la darsena serve per fini commerciali, per presentare alla stampa un nuovo modello di imbarcazione, per fare vedere all’acquirente la barca che galleggia, protezione agli agenti atmosferici, se la darsena si usa per fini produttivi, per installare i motori, per provare gli impianti.Al centro delle due darsene lungo la linea di costa si trova un altro taglio nell’acqua che è il punto di arrivo del travel-lift attraverso cui mettere in mare gli yachts e da impiegare per le cerimonie ufficiali di varo delle nuove imbarcazioni.</p>
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